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Diario di una Expat

29 mar 2025
Tempo di lettura: 2 min
Quella volta che un vestito rosso...

La rubrica di Coachforexpat in cui condivido con te, la mia esperienza come immigrata nei Paesi Bassi, tra momenti positivi e momenti di difficoltà per sfatare i miti sulla vita all’estero!


Quando ho lasciato l’Italia, avevo un forte bisogno: mettere tutto in pausa. E così è stato.

Se inizi una nuova vita, magari cambiando città o Paese, puoi scegliere di diventare invisibile. Per qualcuno è insopportabile, per qualcun altro è una via di guarigione. Essere invisibile non è stato difficile.

Quando non parli la lingua o, magari poco e male, non conosci nessuno, non hai alcun contatto che non sia il tuo nucleo famigliare e con le istituzioni, essere invisibile è facile.

Poi le cose sono cambiate. Sono cambiata io. E ho desiderato sentire questa come la mia nuova casa. Come si dice? Volevo mettere radici.


Quando, insieme al mio gruppo di amiche, abbiamo dato il via a Gezellig together hub, ho sentito un maggiore radicamento: non era qualcosa legata al lavoro di mio marito né alla scuola e alla vita dei miei figli, ma alla mia esperienza, come donna immigrata.

In questo radicamento ho iniziato ad avere più legami con la comunità, con le organizzazioni di volontariato e non, che lavorano nel mio quartiere e a livello cittadino.

Ho conosciuto tantissime persone provenienti da tanti Paesi diversi, stato sociale ed background culturale. E in questi contatti, nel lavoro dell’organizzazione e della presentazione della nostra iniziativa, ci siamo mostrate e ci siamo fatte sentire.


Mesi fa sono stata intervistata per una nuova rivista dedicata a tutti i volontari che, con creatività ed energia, portano il loro contributo nella comunità. Tutti i volontari che hanno iniziative piccole ma con un forte impatto nel proprio quartiere Tutti quei volontari che, senza clamore, riescono a cambiare la vita di tante persone.

Ieri la rivista Annie, con la nostra storia, è stata presentata al sindaco di Eindhoven e alla cittadinanza. È stato emozionante farne parte. Certo non pensavo che il mio faccione sarebbe finito su una rivista in formato A3!


Eppure, tra tutte le emozioni della serata, quella più forte è legata ad un vestito rosso, quello di Vinita, componente del team. Brillava! Lei era bellissima. Era decisamente visibile. Quel vestito rosso, tenuto nell’armadio per un’occasione speciale, è stato un regalo prezioso e una conferma che il nostro lavoro sta davvero facendo la differenza.

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